Zuppa di cavolo nero
Da ogni più remoto a
ngolo della Toscana tutta, si leva al cielo un coro uniforme, perfino patetico, di “Zuppe come questa…”. È un coro orgoglioso e in genere pienamente giustificato, perché ogni località, quasi ogni ristorante, vanta testimonial dai nomi illustri di Soldati, Artusi, Benini o Spadolini.
E giustificato perché, effettivamente, ogni cuoco ha fornito a questa preparazione un notevole contributo di esperienza, di sapienza culinaria, di cultura gastronomica, tal da nobilitare una regione come la Toscana, polemica anche con il mestolo in mano.
Ingredienti per 6 persone (ma anche per l’ospite imprevisto)
Sono sufficienti quattro mazzi di cavolo nero, una bella cipolla, tre spicchi d’aglio, una costola di sedano, del prezzemolo, un paio di carote, mezzo chilo di fagioli lessi (preferibilmente borlotti), mezzo chilo di patate e ancora tre etti di carote tagliate a dadini, uno zampuccio o più facilmente reperibile, una bella fetta di rigatino o pancetta, tre etti di pomodori maturi, freschi o pelati.
Preparazione
Fatto un bel battuto di erbe aromatiche e il rigatino (che può essere lasciato intero e poi eliminato), far rosolare bene, aggiungere meno di mezzo bicchiere di vino bianco e, una volta evaporato, il cavolo, lasciando cuocere per un bel po’.
Unire le carote e le patate a dadini, infine i fagioli passati, facendo rosolare bene, tenendo sotto lo stretto controllo del mestolo.
Infine pomodoro e acqua in giusta quantità. Quando tutto è ben cotto, preparare la zuppa col solito pane toscano.
... COME ELIMINARE IL MUSCHIO DAL TAPPETO ERBOSO
Nelle zone d’ombra e in terreni con ristagni d’acqua, soprattutto nella stagione invernale, è favorita la crescita del muschio, che tende a soffocare le erbe del nostro prato e conseguentemente a causare visibili diradamenti dello stesso.
Se è possibile, migliorate l’illuminazione del terreno, facilitate lo sgrondo delle acque oppure cercate di arieggiare il prato, tutte tecniche che tendono a ridurre la quantità di umidità che è il fattore principale favorente lo sviluppo del muschio.
E’ possibile però adottare anche un metodo di lotta diretta contro queste Briofite, cospargendo sulle stesse nei periodi primaverili od autunnali un semplice concime il “solfato di ferro” in polvere. Quando l’aria è ancora umida distribuire direttamente sul muschio un sottile strato di solfato di ferro, stando però attenti a non macchiare strutture di cemento. Il muschio e solo lui si disseccherà. Nelle parti diradate, nei periodi ottimali per la semina, settembre per le graminacee microterme e marzo-aprile ( primavera ) per le altre essenze, preparate il terreno sollevandolo leggermente e distribuendo nuove semente in abbondanza, recuperando così gli inestetismi provocati dalla borraccina.